30/01/2012
IL FUTURO SENZA
Vivo in una metropoli che a furia di ripeterselo si è convinta di poter trascinare l’economia dell’intera nazione, e con questo concetto si è sviluppata creando 3 cerchi concentrici. Quello centrale (nucleo) è formato da gente elegante che è convinta di lavorare più degli altri fino a credersi indispensabile, il cerchio esterno (periferia) è quello che lavora senza sapere perché, per cosa e a volte anche per chi. L’anello intermedio (borghesia) si è invece trasformato in un beffardo Robin Hood con l’intento di sottrarre ai poveri (periferia) per dare ai ricchi (centro). Tutt’intorno alla metropoli fanno infine bella mostra gli anonimi dintorni, un tempo fatti di fabbriche da un lato e campi dall’altra, le prime scomparse a favore della Cina e i secondi a favore dei centri commerciali che hanno rubato terreno ai contadini, pagandoli poco perché ormai poco potevano chiedere. Qualcuno ha avuto più fortuna vendendo nel momento giusto o riciclando le fattorie trasformandole in finti agriturismi. I pochi contadini rimasti, invece, dovranno stare attenti a non disturbare, con le loro rumorose macchine agricole, le poche ore di sonno dei manager che si sono appena costruiti la villa dei nostri sogni!
Mi piace pensarla così, sapendo che è tutto vero e garantito dall’inutile frenesia della società moderna che forse non sa più chi è veramente, chi era e dove vorrebbe andare. Vorrei quindi lanciare un grido di allarme, ma non so scegliere il momento giusto per esternare a gran voce il mio malcontento. Potrei scegliere la mattina presto con la città ancora assopita, appartandomi ai capolinea dei tram, della metropolitana o all’ingresso della tangenziale. Ma è impossibile e vi racconto come non ci sono riuscito. Ovunque mi apposto sono tutti di corsa come avviene ai caselli autostradali: i finti-borghesi appaiono troppo intenti ad aggiustarsi il ciuffo, il nodo alla cravatta, le notizie sul traffico, la strada sul navigatore anche se è sempre la stessa, e tutto ciò mentre videotelefonano all’agente di borsa o all’amante senza farsi scappare le e-mail sul nuovo palmare. Gli pseudo-operai nel breve tempo del pedaggio parlano dei pannolini sempre più cari, della pizzeria che non ci vanno quasi più, di come non arrivano a fine mese perché devono pagare il mutuo ma soprattutto le rate del videotelefono (!?!), della fotocamera digitale (!?!), della TV lcd (!?!), dei 3 cellulari e del decoder digitale, e tutto questo sgommando via in fretta con la loro monovolume turbodiesel euro 4 coi cerchi in lega! I manager sono invece ambiguamente diversi, sembrano ascoltarti e con grande calma suggeriscono soluzioni ad ogni problema, ma se la loro azienda ha un calo di fatturato non si fanno scrupoli a lasciare a casa decine di persone con le loro famiglie e coi loro debiti. Che poi sono sempre gli operai di prima che sulla monovolume volevano anche il navigatore satellitare con lettore dvd incorporato!
Ma per fortuna in mezzo a tale confusione di ruoli esistono ancora personaggi veri, ovvero quelli che non fanno mai il passo più lungo della gamba. Gli capita a volte di scivolare, ma non cadono mai.
22:20 Scritto da: gimpa61 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook


I commenti sono chiusi